Giovedì, Marzo 16, 2017 - 19:02

Gli animali di Marineland: conoscere meglio la loro storia

Solo 4 dei 18 cetacei di Marineland non sono nati in un parco. Non c’è animale in Francia che provenga dalle “Drive Fisheries” come quelle che si ritrovano in Giappone, a Taiji.

Marineland ha sottoscritto una dichiarazione che condanna le “Drive Fisheries”.
Il parco viene controllato da numerose organizzazioni e regolamentazioni europee e internazionali.
Marineland è rigorosamente controllato da un’autorizzazione prefettorale di apertura mentre, per il funzionamento quotidiano del parco e per ogni singola specie ospitata esistono dei certificati di capacità e attitudine che stipulano le regole da adottare in materia di sicurezza e di igiene. Vi sono indicate le quantità e le specie di animali ospitati ammissibili in base alle dimensioni delle strutture disponibili nel parco, e precisati gli aspetti tecnici relativi alle cure e all’allevamento. Gli impianti di Marineland superano i requisiti delle regolamentazioni ufficiali e gli standard imposti dalle autorità locali, europee e internazionali. A titolo d’esempio, il bacino delle orche è uno dei più grandi del mondo.

In collaborazione con la Prefettura è stato istituito un piano sanitario e vengono effettuate regolarmente analisi sugli animali.
L’autorizzazione prefettorale di apertura impone che l’acqua di mare naturale dei bacini, nella quale sguazzano gli animali, venga filtrata e testata una volta al mese da un laboratorio indipendente.
Marineland fa parte del gruppo Parques Reunidos, annesso a sua volta a un grande numero di associazioni zoologiche internazionali e nazionali* tra cui : WAZA, EAZA, BIAZA, AIZA, AFDZ, AZARA, EUAC, ISIS, EAAM, AMMPA, EAZWV e CBSG.
La Francia fa parte sin dagli anni Ottanta dei firmatari della convenzione CITES. Questa convenzione sorveglia il commercio internazionale di animali selvatici e verifica che non metta in pericolo la sopravvivenza delle specie esotiche. Oggi, CITES protegge 35000 specie selvatiche della fauna e della flora sul piano internazionale.

In Francia non è stato fatto più nessun prelievo di mammifero marino dalla fine degli anni Ottanta.
La popolazione animale del parco è stabile, e oltre il 90% dei mammiferi marini presenti a Marineland sono nati in parchi. Durante tutta la loro vita sono stati abituati ad essere curati e nutriti quotidianamente dai loro addestratori con i quali hanno intessuto rapporti di grande complicità.
Da 45 anni di esistenza, il parco è stato allietato da numerose nascite naturali, e i delfini, per esempio, si riproducono a marineland da tre generazioni. Dal canto loro, le otarie si riproducono da 4 generazioni e il parco partecipa al programma internazionale di riproduzione EEP per gli orsi, i pinguini e i cetacei.
Un studbook permette di verificare la ripartizione degli animali presenti nelle varie aree europee e stabilire un piano di riproduzione.

L’inseminazione artificiale
L’inseminazione artificiale è una pratica particolarmente diffusa nel mondo e viene praticata soprattutto negli animali esotici.
Nel 2009, Marineland prende la decisione di concepire per la prima volta un neonato mediante inseminazione artificiale. Questa tecnica è stata adottata per evitare qualsiasi problema di consanguineità nel bacino delle orche. D’altronde, grazie ad essa non è stato necessario aggiungere un nuovo individuo in seno a un gruppo socialmente stabile.
Dopo 18 mesi di gestazione, Wikie mette al mondo Moana il 16 marzo 2011. È stato necessario costituire un team dedicato di diversi addestratori e veterinari per sorvegliarla.

Rilasciare in libertà gli animali comporterebbe gravi conseguenze per la loro vita.
Infatti, alcuni scienziati e specialisti in cetologia, tra cui il CNRS, riconoscono che rilasciare in libertà gli animali nati in parchi sarebbe un grave errore. Le loro chance di sopravvivenza sarebbero estremamente ridotte perché sin dalla nascita beneficiano di cure quotidiane, vengono nutriti dalla mano dell’uomo e amati dai loro addestratori. In mare, questi animali si vedrebbero confrontati a seri problemi di adattamento in un elemento che non hanno mai conosciuto e dovrebbero far fronte a situazioni mai incontrate prima.

L’esempio di Keiko, orca protagonista del film “Un amico da salvare” resta concludente. Una volta rimessa in libertà, l’orca ha percorso 1400 km allo scopo evidente di ritrovare la compagnia degli uomini. Keiko giocava con la popolazione e permetteva ai bambini di montargli in groppa. È morto a seguito di una polmonite nel 2003, all’età di 27 anni.
La storia di Keiko viene narrata nel libro “Killing Keiko” (pubblicato nel 2014) da Mark A. Simmons, che ha diretto il team di addestratori e di specialisti del comportamento animale durante il Keiko Release Project in Islanda.

A Marineland, la priorità viene data al benessere del gruppo.
Le orche restano in famiglia nel loro bacino e gli altri mammiferi marini del parco hanno riprodotto un gruppo sociale nel quale evolvere. Rilasciare questi animali nella natura equivarrebbe a strapparli alle loro famiglie.

*Focus su alcuni controlli internazionali ai quali è sottoposto Marineland (le condizioni di ammissione vengono controllati da parte di ispettori):
•    Autorità locali e nazionali
•    EAAM (European Association for Aquatic Mammals) impone norme specifiche di allenamento e di cure per i mammiferi in ambiente artificiale
•    EAZA (European Association of Zoo and Aquaria) che gestisce le popolazioni di animali di specie protette e i controlli nell’ambito dei programmi di riproduzione EEP (Programma europeo di allevamento e di conservazione di specie minacciate) destinati ad assicurare la sopravvivenza di queste specie. Fissa anche gli standard in materia di dimensioni dei bacini.
•    La Convenzione di Washington, chiamata anche **Convenzione CITES (Convention on International Trade of Endangered Species) sorveglia e controlla il commercio degli animali esotici minacciati:
o    Firma di CITES, decreto n. 82-840 del 22 settembre 1982 da parte della Francia
o    Firma di CITES, decreto n. 83-1206 del 23 dicembre 1983 da parte della Francia
o    L’Europa adotta CITES nel 1997