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Otaria della California

Zalophus californianus

Peso:

Zalophus californianus

Dimensione:

Maschio 2,4 m Femmina 2 m nascit
Mammali
Carnivoro
Oceani e mari
Nord America

Eventi interessanti

La famiglia delle otarie appartiene al sottordine dei pinnipedi allo stesso titolo come la famiglia delle foche e dei trichechi.  

Conservazione

A rischio minimo

Come la maggior parte delle otarie, questa specie denota un importante dimorfismo sessuale. I maschi presentano all’età adulta una cresta sagittale, ossia una specie di protuberanza sulla testa.  Il pelo varia dal bruno scuro nei maschi al beige dorato per le femmine  

Ambiente e comportamento

Il maschio adulto e subadulto, l’equivalente all’adolescente nell’uomo, sono estremamente rumorosi. Emettono ininterrottamente il loro verso per attirare le femmine ed allontanare gli altri pretendenti. La specie è poligama.  Il maschio arriva sulle spiagge prima delle femmine. Egli difende per circa 45 giorno un territorio sul quale le femmine vengono per partorire il piccolo concepito l’anno precedente. La gestazione dura un anno tenendo conto di un periodo di impianto differito di circa 3 mesi.  In altre parole, dopo l’accoppiamento, l’embrione non si sviluppa.  Se la madre incontra condizioni favorevoli (buona alimentazione, assenza di malattie), il feto si svilupperà. L’unico piccolo nasce tra maggio e luglio. Le femmine sono feconde nel periodo da una a due settimane dopo il parto. La madre rimane allora sulla terra ferma per una settimana intera senza abbandonare il suo piccolo per poterlo allattare sovente.  Successivamente essa alterna periodo di caccia di 2 a 3 giorni con periodi di allattamento, anch’essi di 2 a 3 giorni.  

Predatori

I principali predatori dell’otaria di California sono le orche e gli squali.  Sulla terraferma il coyote è un predatore dei neonati.

 

Minacce

I conflitti con i pescatori, il bracconaggio e le catture accidentali nelle reti da pesca sono oggigiorno le principali minacce che pesano su questa specie.  Il loro posizionamento in cima alla catena alimentare li fa accumulare anch’esso grandi quantità di PCB e di DDT che indeboliscono il loro sistema immunitario e il loro tasso di riproduzione.