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Leone marino di Steller

Eumetopias jubatus

Peso:

1000

Dimensione:

3,3m
Mammali
Pescivoro
Oceani e mari

Eventi interessanti

Poco prima del periodo di accoppiamento il maschio si mette a mangiare quantità enormi di cibo per arrivare a pesare attorno ai 1000 kg.  Questo peso gli permette di digiunare durante tutto il periodo della riproduzione.  

Conservazione

Quasi minacciata

Il leone marino di Steller è la specie più grande delle 16 specie di otarie.  Il suo corpo è massiccio, con un ampio torace e una specie di criniera di pelo. Il colore del pelo è bruno-rossiccio.  La sua testa è imponente e il suo muso appare appiattito.

Ambiente e comportamento

Il dimorfismo sessuale è assai pronunciato. La specie è poligama e, una volta adulto, il peso del maschio può essere tre volte quello della femmina. Il maschio arriva sulla spiaggia prima delle femmine. È solo a partire dall’età di 9 anni che il maschio riesce a difendere il suo territorio e ad accoppiarsi.  Il periodo della riproduzione si situa tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate.  La gestazione dura un anno tenendo conto di un periodo di annidamento differito dell'embrione di circa 3 mesi.  In questo periodo la femmina viene fecondata ma l’embrione non si sviluppa.  Se la madre incontra condizioni favorevoli (buona alimentazione, assenza di malattie), il feto si svilupperà. L’unico piccolo nasce tra maggio e luglio. La madre rimane allora sulla terraferma per 7-10 settimane senza mai abbandonare il piccolo e allattarlo frequentemente.  In seguito comincia ad allontanarsi per periodi di 18-25 ore. &Nbsp;Essa è nuovamente fecondabile 2 settimane dopo il parto. Seppur possa percorrere lunghe distanze, il leone marino di Steller non è considerato come migratore. Solo gli individui giovani percorrono grandi distanze e si allontanano dalla rockerie.  Gli adulti, invece, hanno un comportamento più sedentario.

Predatori

L'orca, alcuni squali e l’uomo.

Minacce

La popolazione dell’Est dell’Oceano Pacifico: Si sono avute importanti campagne di abbattimento tra gli anni Cinquanta e Sessanta che sono poi state ridotte attorno agli anni Settanta. La popolazione riprende pian pianino dagli anni settanta. La popolazione dell’Ovest dell’Oceano Pacifico: Questa popolazione si è ridotta dal 70 all’80% a partire dagli anni Settanta. Sembrano esistere diverse cause: abbattimento da parte dei pescatori, intrappolamento accidentale nelle reti da pesca, malattia, inquinamento, riduzione delle risorse alimentari… In base a recenti studi sarebbero questi fattori, legati all’ambiente oltre alla predazione da parte delle orche, ad esercitare una forte pressione sulla popolazione. È solo a partire dall’anno 2000 in poi che la popolazione ha ripreso ad aumentare un po.