Grazie alla prossimità e alla disponibilità dei delfini e delle orche nei bacini Marineland è possibile condurre analisi e test che non sarebbe possibile effettuare in alto mare.

I suoni presso le orche

Pertanto Marineland ha potuto sviluppare un partenariato con il Woods Hole Institute of Oceanography e l’Università di St Andrews (Scozia), grazie a uno studio codotto da Patrick Miller e Andrea Hodgins-David.

 

Le ipotesi testate sono le seguenti:

I suoni sono trasmessi geneticamente oppure sono l’imitazione di quello che odono le orche?

Le orche sono capaci di apprendere, e quindi, di emettere nuovi suoni generato da un computer?

 

L’autoriconoscimento tra le orche

oppure "Contributo allo studio dei processi cognitivi nei cetacei: dalla relazione con lo spazio e   l’altro, all’emergenza di un riconoscimento di sé".

Questo studio è stato condotto da Fabienne Delfour, specialista in etologia cognitiva (studio delle   conoscenze dell’animale, legate al suo ambiente, all’altro e a se stesso), allo scopo di saperne di più sulla capacità delle orche di riconoscersi visivamente. Ciò ha permesso di mettere in evidenza l’esistenza di un certo livello di coscienza nei mammiferi marini: la specificità delle reazioni comportamentali sviluppate di fronte alla loro immagine.
Laboratorio di etologia e psicologia animale, Università Paul Sabatier, Tolosa III.

Ma anche

La prossimità dei delfini e la conoscenza degli individui presenti (sesso, taglia, età...) hanno permesso tra l’altro a Sébastien Jeannin e Céline Liret di Océanopolis e dell’Università di Lione, di testare i metodi genetici per il riconoscimento del sesso degli individui che saranno utilizzati su animali in aperto mare per un programma di studi sulle popolazioni di cetacei al largo di La Rochelle.

 

L’inquinamento chimico nei cetacei

Studi realizzati dal CRC Marineland sul livello dell’inquinamento chimico rilevato nei mammiferi marini

Studio 1: La valutazione del grado di contaminazione delle specie di cetacei del Santuario Pelagos

Il titolo: La valutazione del grado di contaminazione dei sottordini Mysticeti ed Odontoceti nel santuario Pelagos". ¨Programma di Ricerca di Pelagos 2007/2008.

Gli autori: OdyD., Laran S., Praca E., Legavre T., Tapie N. & Budzinski H (2010) In collaborazione con il WWF.

Interesse scientifico: Apportare elementi per definire il "buono stato ecologico" dell’ambiente marino ed apportare elementi inediti sull’apparizione di sostanze inquinanti recenti.

Nell’immaginario popolare i cetacei sono dei signori del mare che si muovono liberi da qualsiasi costrizione negli oceani, mentre, in verità, subiscono numerose pressioni dirette (rischi di collisioni, rischi di catture accidentali, , ecc.) o più insidiose come l’inquinamento. In effetti, dall’inizio del ventesimo secolo, l’industrializzazione ha condotto alla produzione di migliaia di sostanze chimiche.

Tra il 1930 e il 2000, la produzione mondiale di prodotti chimici è passata da un milione di tonnellate a quattrocento milioni di tonnellate.

A livello quotidiano, un numero crescente di prodotti chimici viene utilizzato in svariate applicazioni: dai pesticidi ai cosmetici, passando per i biberon e il materiale informatico. In tutti gli stadi della vita, dalla produzione all’utilizzo, fino al loro ritrattamento, queste sostanze chimiche possono liberarsi nell’ambiente impattando gli ecosistemi terrestri, acquatici e, a termine, i mari e gli oceani del globo terrestre.

Tra questa moltitudine di sostanze chimiche, gli inquinanti organici persistenti interessano in modo particolare gli scienziati a causa del loro effetto tossico (interferenti neurotossici, perturbatori endocrini) e della loro capacità di accumularsi negli animali ad elevato tenore di lipidi, come i mammiferi marini. Queste specie sono dunque particolarmente impattate da questi composti, anche se il livello di questa contaminazione non è ancora ben chiaro, soprattutto nel Mediterraneo.

Risultati dallo studio:

Durante i quattro anni di campagna in mare condotta dal CRC Marineland e dal WWF (5418 miglia percorse in osservazione), sono state eseguite 95 biopsie sulle specie Balaenoptera physalus, Physeter macrocephalus e Globicephala melas. Grazie a queste biopsie è stato possibile stabilire un livello di riferimento per la contaminazione delle balenottere comuni in PCB, OCP, PBDE. I maschi sono tre volte più contaminati delle femmine che possono liberarsi di questi agenti inquinanti tramite l’allattamento. Le concentrazioni di PCB, o OCP sono particolarmente elevate per i capidoglio, i globicefali neri e i delfini di Risso e superano il più sovente la soglia critica di tossicità.

Gli odontoceti del Mediterraneo sono da 5 a 10 volte più contaminati dei loro congeneri dell’Atlantico.

La contaminazione degli odontoceti (cetacei con denti) è anch’essa da 15 a 30 volte superiore a quella delle balenottere comuni (cetacei muniti di fanoni o Mysticeti).

 

Delfini di Risso (madre con il piccolo)

Studio 2: La valutazione del livello di contaminazione delle orche attraverso lo studio del gruppo di orche di Marineland

Il titolo: "Assessment of current dietary intake of organochlorine contaminants and polycyclic aromatichydrocarbons in killer whales (Orcinus orca) through direct determination in a group of whales in captivity." (2013)

Gli autori: Formigaro C, Henríquez-Hernandez LA, Zaccaroni A, Garcia-Hartmann M, Camacho M, Boada LD, Zumbado M, Luzardo OP.

L’interesse scientifico: Lo scopo di questo studio è di valutare la minaccia effettiva rappresentata dagli inquinanti nell’alimentazione delle orche, sapendo che l’orca appartiene a una delle specie più contaminate del pianeta. In effetti, le orche sono dei predatori in cima alla catena alimentare, e hanno la vita lunga: per cui sono soggette al bioaccumulo.

Sunto:

I livelli di 16 idrocarburi policiclici aromatici (IPA o PAH), 19 pesticidi organoclorurati (OCP) e 18 bifenili policlorati (PCB) sono stati rilevati in orche adulte viventi in bacino e nella loro alimentazione.

Oltre all’analisi del plasma degli animali sono stati misurati anche i livelli di questi inquinanti nei pesci che vengono utilizzati per alimentare i cetacei.

Tutti questi inquinanti presenti nel pesce sono stati rilevati nel plasma delle orche. In tutti gli animali studiati, la presenza degli inquinanti nel sangue è proporzionale all’assunzione di alimenti.

Il consumo di certi inquinanti è elevatissimo, e sufficiente elevato per destare preoccupazione e dare una visione di quello che succede nella natura, dove l’esposizione tossica può essere ancora più elevata. Nel parco, gli animali vengono nutriti con pesci selezionati di qualità "alimentazione umana", ma questa selezione qualitativa non esiste nella Natura.

Per cui, anche se un grande numero di questi inquinanti è stato proscritto da decenni nell’industria o nell’uso casalingo, i livelli di questi prodotti chimici possono raggiungere concentrazioni particolarmente tossiche nei tessuti dei cetacei.

Sarebbe quindi lo stesso regime alimentare delle orche a minacciarle.

I predatori in cima alla catena alimentare sono i più esposti all’inquinamento alimentare.

Glossario:
  • Odontoceti: cetacei dentati che per nutrirsi vanno a caccia di prede.
  • Mysticeti: cetacei muniti di fanoni che si alimentano di plancton (microscopici organismi viventi).
  • Santuario Pelagos: spazio marittimo di 87500 km² che si estende dalle coste francesi e italiane a Monaco e che è stato istituito per proteggere i mammiferi marini che lo frequentano.
  • PCB oppure bifenili policlurorati: sono dei liquidi più o meno viscosi, insolubili nell’acqua, incolori o giallastri, con un forte odore aromatico, utilizzati come isolanti elettrici. Sono dei perturbatori ormonali e cerebrali. In Francia, fabbricare e utilizzare PCB è vietato dal 1987.
  • PAH o idrocarburi policiclici aromatici: sono delle molecole provenienti dalla combustione incompleta del legno e degli scarti agricoli, e dal consumo della benzina e del carbone. Sono cancerogeni e mutageni (modificano l’ADN) e vengono identificati come degli inquinanti prioritari.
  • OCP o pesticidi organoclorurati: essi vengono utilizzati nella lotta agli insetti nelle colture, nei pavimenti e sugli animali. Sono pericolosi per il sistema nervoso e la fertilità.
La ricerca veterinaria

Il CRC (diventato poi Centro di Ricerca per la Conservazione) ha dato inizio sin dal 2009 a numerosi progetti orientati principalmente sulla ricerca veterinaria, al fine di far progredire le conoscenze, tecniche o protocolli delle diagnosi e dei trattamenti veterinari praticati sugli animali dei parchi ma anche sugli animali marini in ambiente naturale.

Studio degli esperti sanitari e sociali degli squali e dei cetacei in cattività

Pubblicazione

Stéphane Caut, Sophie Laran, Emmanuel Garcia-Hartmann and Krishna Das. Stable isotopes of captive cetaceans (killer whales and bottlenose dolphins) - The Journal of Experimental Biology 214, 538-545 – 2011.

Communications

- Pavlov V., Rashad A., BEATON R., Garcia Hartmann M., Roos M., Vincent C. Development of a new non-invasive dolphin telemetry tag: Design and first results - 39th Symposium of the European Association for Aquatic Mammals, Barcelona, Spain, 11th – 14th of March, 2011.

- Roos M., Garcia Hartmann M. Respiration versus Behaviour in Captive Killer Whales (Orcinus orca) - 39th Symposium of the European Association for Aquatic Mammals, Barcelona, Spain, 11th – 14th of March, 2011.

- Zaccaroni A., Zezza L., Formigaro C., Garcia Hartmann M. Urinary cortisol fluctuation in three captive killer whales (Orcinus orca): preliminary results. 8th International Conference on Behaviour, Physiology and Genetics of Wildlife 14th - 17th September 2011, Berlin, Germany.

- Fernandez A., Palmero F., Diaz-Delgado J., Arbelo M., Jensen H.E., Garcia Hartmann M. Granulomatous condritis by zygomices in a captive-born bottlenose dolphin - 39th Symposium of the European Association for Aquatic Mammals, 11th – 14th March 2011, Barcelona, Spain.

- Palmero F., Garcia Hartmann M. Endocrine control of sexual behaviour in two male Patagonian sea lions (Otaria byronia) with Goserelin - 39th Symposium of the European Association for Aquatic Mammals, 11th – 14th March 2011, Barcelona, Spain.

- Garcia Hartmann M., Liguori S., Tizzi R., Techer A., Pomares C., Delaunay P., Blanc V. Serological screening of captive bottlenose dolphins for toxoplasmosis: Preliminary results - 39th Symposium of the European Association for Aquatic Mammals, 11th – 14th March 2011,Barcelona, Spain.

- Anasta Y, Garcia Hartmann M., Le Fleche L., Blanc V. Uncommon bacterial species isolate in captive killer whales (Orcinus orca) - 39th Symposium of the European Association for Aquatic Mammals, 11th – 14th March 2011, Barcelona, Spain.

- Muijsers M., Garcia Hartmann M., Martel A. The use of blow cytology in two delphinid species: The Atlantic bottlenose dolphin (Tursiops truncatus) and the killer whale (Orcinus orca) - 39th Symposium of the European Association for Aquatic Mammals, 11th – 14th March 2011, Barcelona, Spain